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Lucio Battisti tra musica e creatività

  • Bubbles

La figura artistica di Lucio Battisti  ha influenzato radicalmente gli ultimi decenni della canzone italiana poiché ne ha modificato ogni aspetto della sua costruzione: dalla composizione, all’arrangiamento, dall’uso della voce a quello degli strumenti. Ma anche per aver attuato una rivoluzione sul piano creativo.

D’altronde oltre alla sua creatività fuori dagli schemi,  Battisti ha riscosso sin da subito una forte approvazione dal mondo dei mass media e delle case discografiche, che sicuramente gli hanno agevolato la scalata al successo. Ma chiuderla su questo piano sarebbe troppo riduttivo. Il suo è stato un grande progetto musicale, studiato e articolato nel suo sviluppo nei minimi dettagli.

Il suo primo successo come autore, è stato indubbiamente il singolo 29 settembre, pubblicato nel 1967 e interpretato dagli Equipe 84. La canzone infatti rappresenta l’emblema di quella svolta alternativa nel panorama musicale che ha dato inizio alla rivoluzione della canzone italiana moderna. L'intro è affidata a una fitta trama di corde di chitarra  a cui si aggiungono basso, archi e fiati: ascoltandola è quasi impossibile non accorgersi della struttura circolare e ipnotica della composizione che, nonostante sia priva del classico ritornello, risulta straordinariamente originale grazie ad un imprevedibile andamento melodico.

Battisti aveva una personalità musicale fortemente innovativa a cominciare dalla realizzazione dell’armonia  a cui riservava massima attenzione, e che rivestiva sempre di un significato preciso.  Il cantautore laziale infatti amava avere cura dei dettagli di ogni elemento della composizione, scrivendo quasi sempre i riff, le introduzioni e gli interludi strumentali delle sue canzoni o inventandoli direttamente in sala di registrazione. D’altra parte l’intensità ritmica ed emotiva presente nelle sue canzoni è stata influenzata da quella tradizione musicale melodica degli anni ’60,  rappresentata dalle esperienze di Bob Dylan, dei Beatles e del r&b americano. Anche il suo stesso modo di cantare è stato influenzato dallo storico duo  Sam & Dave.

Nelle canzoni da lui composte l’influenza del ritmo della musica afroamericana va a scombussolare le  strutture delle strofe e dei ritornelli, spesso concepite in modo elastico e asimmetrico e caratterizzate da soluzioni mai prevedibili con salti di ritmo o iterazioni ipnotiche. Su queste suoni innovativi si inserisce la particolarità della sua voce, che all’inizio della carriera è stata stroncata dalla critica, ma si è fatta valere anche per le sue potenzialità espressive  grazie  ai testi di Mogol.

Infine è importante evidenziare come il fenomeno Battisti rimanga indiscusso anche per aspetti quantitativi, ovvero relativamente allo straordinario numero di canzoni composte. Nel caso di Battisti siamo in presenza di 21 album, una notevolissima produzione musicale che subito si è affermata nell’immaginario musicale. Basti pensare che solo nel 1972 escono ben due LP inediti Umanamente uomo: il sogno e Il mio canto libero, brano quest’ultimo che rimane per molte settimane primo in classifica.

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